Grazie don Mino! Auguri don Valerio!

Siamo nel dicembre 2003, io sono appena entrato in seminario dopo la scuola reclute estiva. In giugno ho conseguito la maturità liceale con gli esami federali per i quali mi sono preparato per quattro anni al Papio con don Mino rettore. Giunge la notizia: don Mino sarà il nuovo Vescovo di Lugano. Quattro anni come mio rettore al Papio, davanti a me molti anni di formazione con lui come Vescovo. Non si può negare la sua forte presenza in questo mio cammino formativo che ha portato nel giugno del 2011 alla mia ordinazione presbiterale.
Non posso dire che la mia vocazione sia nata al Papio, né che il collegio sia stato un vero punto d'appoggio per gli anni di discernimento dell'età liceale, sono stati altri i luoghi di crescita in questo campo così come sono state altre le persone più importanti per me in quel periodo. Al Papio però ho conosciuto un don Mino rettore, con l'energia e il forte polso che lo hanno sempre contraddistinto, l'ho visto rimproverare, ma ho visto anche quanto a cuore gli stavano i suoi studenti.
L'ho visto urlare arrabbiato, ma l'ho anche visto passeggiare chiacchierando amabilmente con tutti nel chiostro del collegio. Ricordo di aver scorto una certa delusione nel suo sguardo quella volta in cui, dovendo punire alcuni studenti della mia classe per una marachella, anche la mia mano si era alzata tra quelle colpevoli. Riprendo in mano il giornalino di maturità della mia classe, nella sua descrizione trovo: «Uomo duro ma affettuoso (…) Una pazienza che tende all'infinito, direbbero i matematici, una personalità senza alcun attrito, direbbero i fisici».
Battute da studenti che però in qualche modo testimoniano il segno che ha lasciato in molti. Da Vescovo don Mino è sempre stato presente nel mio cammino da seminarista, con una benevolenza nei miei confronti forse non sempre meritata. Rileggo alcune delle lettere che in quegli anni gli ho scritto, sono sempre stato uno appassionato, forse impulsivo, che si arrabbia quando ritiene che le cose non vanno. In queste lettere parlo del seminario, della Facoltà, dello scoutismo, poi trovo quelle in cui chiedo l'ammissione a lettorato e accolitato prima, al diaconato e al presbiterato poi. Mi sono sempre messo in gioco in queste lettere, non ho mai amato il riduzionismo burocratico. Vi leggo la mia storia, e ad ogni lettera trovo una risposta a volte scritta di suo pugno a volte trascritta al PC, ma sempre si vede il cuore di un Vescovo che leggeva, capiva e cercava di guidarmi. Non posso dimenticare la sua vicinanza nei tre anni che ho trascorso per gli studi a Roma.
Prima del mio rientro alla fine dei tre anni, il rettore del Collegio Germanico e Ungarico dove vivevo, mi ha confessato quanto era stato scettico nei confronti di un mio soggiorno presso il collegio, il mio caso sarebbe stato un'eccezione strana avendo io già finito gli studi di base e non seguendo nessuna delle consuetudini delle altre diocesi che inviano lì i loro seminaristi. Scetticismo che crollò, mi disse, quando «il Vescovo di Lugano», approfittando della sua presenza a Roma per l'assemblea generale della CEI, si presentò a sorpresa alla porta del Collegio cercando il rettore. Immaginate lo stupore di un tedesco di fronte ai modi spontanei ma veri di don Mino. Per tutti e tre gli anni del mio soggiorno romano don Mino ha visitato regolarmente il mio Collegio suscitando la meraviglia dei miei compagni di certo non abituati, da seminaristi, ad avere un rapporto così stretto con i propri Vescovi. Negli otto anni da seminarista non è certo stato tutto rose e fiori, da don Mino ho sentito ancora la voce «tonante» così famigliare al Papio (i muri del seminario Giovanni Paolo II di Ars possono testimoniarlo) ma quanto è sempre stato schietto nel rimproverare lo è stato altrettanto nel sostenere, nel comprendere, nel guidare. Credo di avere sempre risposto con la stessa schiettezza. Don Mino, grazie di cuore!
Pubblicato sull'inserto "Catholica" del GdP di sabato 7 dicembre 2013




Don Valerio ricordo di averlo conosciuto, pur di sfuggita, nei miei anni al Papio, quando ogni tanto don Claudio Mottini (mio padrino di battesimo) mi invitava a pranzo a Locarno in casa parrocchiale. I miei ricordi e la conoscenza che ho di lui sono forse filtrati dalla loro amicizia. Ma in questa orchestra, nel grande coro che è la Chiesa di Lugano, la cui musica sarà ora diretta dal Vescovo Valerio, io voglio dare il meglio di me. Lo stesso messaggio abbiamo voluto tramettere sabato mattina con il GSC (Gruppo Sezioni scout Cattoliche) nel momento di preghiera che abbiamo voluto vivere in preparazione all'ordinazione di don Valerio.

Le note portano i colori dei foulard
delle Sezioni Scout Cattoliche
Caro Valerio, ci inviti a suonare con te la musica del Vangelo, la musica che Dio compone per noi, per la sua Chiesa. Noi ci stiamo, vogliamo essere a disposizione dei tuoi progetti. Tanti auguri!




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