Venerdì santo: "rimettere in libertà l'amore"
Gesù è posto nel sepolcro, chiesa di Santa Maria della Misericordia, Collegio Papio Ascona « Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà ». « Crocifiggilo! ». Quella di Gesù non è solo una condanna ingiusta: è, a tutti gli effetti, un processo mediatico, un processo sommario. C’è innanzitutto la 'vittima': arrestata senza alcuna tutela, esposta pubblicamente, travolta da grida e accuse. Quello che oggi farebbero titoli sensazionalistici e notizie rilanciate ovunque, attraverso i social, allora lo faceva la folla. C’è poi il popolo, che si trasforma in giudice senza averne titolo: una massa che non conosce davvero i fatti, ma si lascia trascinare, grida, condanna. È la stessa dinamica che vediamo oggi nei social, nei talk show, nei tribunali improvvisati dell’opinione pubblica. E infine c’è Pilato: l’uomo che intuisce la verità, riconosce l’innocenza… ma non regge la pressione. Esita, si piega, cede. Non per convinzione, ma per paura.









