Dio non progetta, semina
XI Domenica del tempo ordinario, anno B

Ez 17,22-24; Sal 91; 2 Cor 5,6-10; Mc 4, 26-34


Progettare significa pensare, programmare qualche cosa, cioè idearla e studiare nel dettaglio le possibilità, i modi e i mezzi per eseguirla.
Seminare invece consiste nel gettare la semente in un terreno preparato a riceverla, perché germini e dia vita a nuove piante.
Dio non è un architetto ma un seminatore
È il contrasto tra orgoglio e umiltà.
L'orgoglioso progetta, pianifica, programma, cerca di eliminare l'imprevisto o di pianificare anche quello. Il suo mondo crolla se tutto non va come calcolato.
L'umile semina.

Accetta di non avere tutto sotto controllo. Ma sa che il seme dentro di sé ha tutto il necessario perché porti frutto o lo porti anche in abbondanza.
Gesù ci racconta di un uomo che getta il seme. Lo getta proprio, quasi a buttarlo via, non si tira indietro, è abbondante. Il seminatore abbandona quel seme alla terra che ha preparato, certo con cura, arata, rivoltata. Il seminatore non vede neppure dove va a cadere quel seme gettato, fra quali zolle si è sistemato, ma senza sapere bene come, è certo che quel seme deve morire per dare frutto.
Il nostro mondo non funziona così.


Il nostro mondo è il mondo dei progettisti, dei grandi manager, dei consigli di amministrazione, dei forum economici, dei G7, G8, Meeting Bilderberg (che tra l'altro si svolge proprio questo weekend...) Oggi poi fioriscono le tesi di complotti più disparati (mai andati sulla luna, 11 settembre opera degli USA, «scie chimiche», alieni dell'area 51, e tante altre fantasiose e sconclusionate). Tutto solo perché non riusciamo ad accettare che le cose non siano programmate, che non ci sia una regia dietro a tutto.
Una volta si esagerava immaginando Dio come regista di tutto, del bene e del male, tanto che ne nascevano dei detti che alla fine sono pericolosissimi: «non cade foglia che Dio non voglia». Oggi che Dio non è più ritenuto regista del mondo dalla maggioranza, ecco allora che quegli stessi cercano altri registi, in complotti, gruppi di potere.
Dio non funziona così! Né come lo immaginavano prima: il grande regista o il grande architetto. Né come funzioniamo noi oggi.
Dio Semina.
Dio recupera i germogli.
Ne parla Ezechiele nella prima lettura di questa domenica. Scrive dall'Esilio, il mondo di Israele non era solo fragile e pericolante, era proprio crollato! Il progetto di grande regno sognato da Davide, da Salomone e dai discendenti è andato definitivamente in frantumi. Governanti e nobili sono stati deportati in Babilonia dal feroce re Nabucodonosor. Tutto è perduto: la città santa distrutta, il tempio bruciato e l'Arca trafugata come bottino di guerra. Il mondo non offre speranze, progetti e pianificazioni sono falliti! L'albero rigoglioso della dinastia di Davide è stato ridotto a poche frasche. Eppure Dio prenderà un germoglio dall'albero reciso e lo pianterà, facendolo ricrescere. Quell'albero ricrescerà, non sarà più un regno terreno ma un Regno che passa attraverso i cuori. Quel germoglio ripiantato è per noi il Cristo. Il germoglio dell'albero di Iesse, padre di Davide.
Ezechiele annuncia che Dio cambierà il corso della storia, che a vincere non saranno più i potenti (l'albero grande abbassato) ma coloro che sono sostenuti dall'umiltà (l'albero basso).
Come nel seminare del Vangelo anche nel trapiantare il germoglio dell'albero di Iesse Dio non si stanca dell'umanità. Non si stanca di noi e dei nostri errori così come non si è stancato dei continui tradimenti del suo popolo. Seminare invece di progettare è proprio questo: MAI perdersi d'animo, mai rinunciare, donare sempre nuova fiducia, nuova fede.
Dio semina.
Anche in questa nostra storia di oggi, del mondo, dell'Europa, della Svizzera.
Dio semina nella storia di ciascuno di noi.



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