Cracovia 2016

Roma 2000 e Toronto 2002, le mie GMG da ragazzo, sedici e diciottenne. I miei anni nel frattempo sono raddoppiati e mi ritrovo da prete ad accompagnare 5 giovani che fanno capo alla mia parrocchia o al nostro Gruppo Giovani all'interno di un gruppo di 94 Ticinesi, una quarantina per due settimane e altri cinquanta che si aggiungano per la seconda.

Il Gruppo che fa capo all'Oratorio di Balerna
La mia adesione al progetto è quasi casuale, o piuttosto provvidenziale. Ho proposto ai giovani del Gruppo di andare a Cracovia promettendo di accompagnare quanti si sarebbero lanciati nell'avventura. Non ho fatto parte dell'organizzazione e anche nel viaggio ho "giocato" un po' tra il ruolo di partecipante e quello di accompagnatore. È presto per fare bilanci, ora rimbalzano i numeri (ci si avvicina alle due milioni di presenze alla Messa conclusiva), risuonano le parole di Papa Francesco, il desiderio di rientrare nella normalità (e anche nella comodità), il bisogno di riposo. Ai giovani che ho accompagnato ho chiesto due righe per comporre un articolo per il bollettino e il sito parrocchiali. Ho chiesto di dare parole all'immagine più vivida che si portano a casa. Inizio anche io così in attesa di lasciar sedimentare, elaborare e mettere ordine nelle emozioni e nei pensieri, ben sapendo che ogni racconto è riduttivo e mi porto a casa io stesso molto di più.

Appena svegliati con Nathan e la famiglia che ci ha accolto
La mia immagine è il contrasto dell'ospitalità polacca. L'organizzazione della GMG non è stata una delle migliori né delle mie esperienze, né paragonata ai racconti di quelle che mi mancano. Nessun grosso difetto, ma una serie di disattenzioni e dimenticanze. Ma se la "macro-ospitalità" può aver avuto delle pecche la "micro-ospitalità" la ripaga più che abbondantemente! Le famiglie di Cracovia si sono fatte in quattro per venirci incontro e farci sentire a casa, ci hanno voluto bene come dei figli, nei loro sguardi e nei loro sorrisi si è vista abbondantemente la gioia di ospitarci. Abbiamo passato solo briciole di giornate insieme, abbiamo condiviso le poche parole che le altre lingue oltre al Polacco (lingua oggettivamente poco accessibile a noi) ci hanno permesso eppure ci hanno dato le chiavi di casa, ci hanno aspettato fino a tardi (o tardissimo), qualcuno ha messo a disposizione la casa nonostante avesse in programma una delicata operazione al cuore. Non ci hanno fatto mancare cibo (presso i ticinesi sono ormai famosissimi e apprezzati i Pierogi) né altre comodità in base alle varie disponibilità. Giovani, anziani, famiglie con figli e nipoti.
Davanti alla parrocchia
Osservare gli abbracci e i saluti sabato mattina alla nostra partenza verso il Campus Misericordiae ha reso fortemente visibile la testimonianza di tutto questo. "Famiglia" è una delle parole che il Papa ha indicato insieme a "fraternità" alla Veglia per "rispondere a questo mondo in guerra". La testimonianza delle famiglie di Cracovia credo proprio possa aiutarci a comprendere cosa intenda Francesco.

Grazie Cracovia!
Grazie Francesco!



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