Guinnes World Record: beati!
VI Domenica del tempo ordinario, anno A

Sir 15,16-21; Sal 118; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37


Ogni tanto è interessante sfogliare il libro del Guinness dei primati, il «Guinnes world record book».
Per entrarci, per vedere il proprio nome scritto su quel libro dalla copertina brillante e accattivante bisogna essere i migliori in qualche cosa. Uno sport, qualcosa di grande, gigante, enorme da preparare, un’attività da svolgere il più a lungo possibile o con il gruppo più numeroso. Non mancano i record assolutamente inutili o anche quelli stupidi, ce ne sono di pericolosi o di strani, anche se con il tempo i criteri di selezione si fanno sempre più severi. Di fatto si tratta di superare tutti gli altri in uno specifico settore.

Ascoltando il Vangelo di oggi, sempre parte del grande discorso della Montagna in cui Matteo raggruppa tutti i grandi insegnamenti di Gesù, potremmo immaginarci che Gesù ci propone di entrare proprio in uno dei record del libro dei Guinness, il record più bello immaginabile. Potremmo definirlo quello della persona più «beata»! Ma nel senso biblico. Comprendendo bene quel ‘beati’ che compare otto volte all’inizio del discorso della Montagna, che poco ha a che fare con la nostra idea di beatitudine, inteso come uno stato di gioia-felicità-tranquillità stabile e duratura.
Beato (ashré in ebraico) significa, ‘avanti’, coraggio! Continua così! il mondo non è dei potenti, degli egoisti, dei forti, ma di chi sa piangere di compassione con gli altri, di chi desidera la giustizia e fa misericordia ecc… Gesù ci invita ad voler primeggiare nel record della beatitudine, nel vivere il Vangelo! Nessuna logica al ribasso. Gesù ci chiede di guardare e di vivere in alto. Invita a superare anche le regole a cui siamo legati, quelle che permettono di vivere bene, da fedeli, da persone religiose.
Nel testo di questa domenica Gesù ne popone tre, parla della violenza, della fedeltà, dell'autenticità, partendo sempre dai ‘Record’ precedenti, normali, conosciuti da tutti: non uccidere, a proposito della violenza, non commettere adulterio a proposito della fedeltà, non giurare falso contro il tuo prossimo a proposito dell’essere autentici e veri. Sono i record che ben conosciamo dai 10 comandamenti, ma Gesù ci invita a superarli! Ad essere più bravi, migliori a vivere un nuovo record. Un record non è più tale se non è speciale, detenuto di chi fa uno sforzo maggiore, si impegna di più. Dal ‘avete inteso che fu detto’ Gesù alza l’asticella, ‘ma io vi dico’.
Nel campo del ‘non uccidere’ bisogna allora andare a leggere le nostre intenzioni: il ‘male’ che possiamo volere alle persone, quei pensieri un po’ subdoli che augurano ad altri non il bene, ma sfortuna e sofferenza, magari istintivi (come quando si è alla guida) o ancora abitudinari (come certi detti dialettali). Liberarci da questi pensieri è la via del record!
Nel campo della fedeltà: non si tratta più di non mettere le corna (il minimo) ma di non ferire l’altra o l’altro in nessun modo. La fedeltà parte da molto lontano e parla di gesti d’amore piccoli e costanti nel quotidiano, di attenzione e sensibilità, di coinvolgimento.
E così anche nel campo della verità ed autenticità: «Sì sì No No»! Se cominciamo a concedere spazio alla menzogna questa si farà strada sempre di più e finiremo per essere bugiardi e ingannatori nelle piccole e grandi cose.
Tre temi propone oggi Gesù per essere campioni, per essere degli uomini e delle donne da Record. Non per essere migliori di altri, ma per essere i migliori noi stessi possibili.



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