Post

Ti spedisco in convento 2 - un bis d'amore

Immagine
Una nuova stagione correva il rischio di non raggiungere la bellezza e la profondità della prima, eppure questa serie sembra esserci riuscita. Si cambia convento, alla volta di Trani, presso le Suore del Divino Zelo, che affermano di avere come missione l’aiuto concreto e la preghiera perché ciascuno possa trovare la propria vocazione. Se nella prima stagione l’amorevolezza delle suore era stata quasi assoluta, in questa seconda stagione c’è forse una marcia in più. Il montaggio delle puntate mostra qualche tensione e la superiora che combatte in sé stessa tra l’amore per le ragazze e il bisogno di dare regole, pretenderne il rispetto e venire ai ferri corti di fronte alle provocazioni di una delle ragazze che risulta impermeabile ad ogni azione o gesto delle suore. Come nella prima serie anche qui una delle ragazze abbandonerà presto il progetto ma le altre arriveranno a termine tra alti e bassi, tra gioie e fatiche, tra successi e cadute, tra chiusure e aperture. Delle cinque suore s

Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine
(Is 9,6)

Immagine
Il nostro mondo vive di contrapposizioni, di opposti. E sembra che tutto debba adeguarsi a questo. Noi in Svizzera poi siamo chiamati a votare quasi una volta al mese. E,ammettiamolo, quando ci capita di osare votare 'scheda bianca' ci sentiamo un po' 'sporchi', disonesti, ci sembra di non essere stati capaci di compiere il nostro dovere. Chi non si schiera è perduto (sottotitolo ironico di un libro che ho letto questa estate: Senza offendere nessuno , di Giovanni Scifoni link ). In fondo schierarsi, decidersi, fare una scelta fa parte del nostro essere cristiani, Gesù ci chiede di non essere tiepidi.  Eppure….

Innesti e potature: viticoltura moderna e Vangelo
V Domenica di Pasqua B

Immagine
At 9,26-31; Sal 21; 1 Gv 3,18-24; Gv 15,1-8   Molte delle parabole o delle similitudini utilizzate da Gesù sono legate al mondo della natura, dell'allevamento e della coltivazione. Un mondo che per noi diventa sempre meno spontaneo, di cui abbiamo sempre meno esperienza. Per quello che riguarda la geografia della nostra diocesi fa forse eccezione proprio il tema del Vangelo di oggi, quello della vigna, della vite, del vino (e ci aggiungiamo la distillazione e la grappa). Moltissimi di noi per esperienza diretta oppure per qualche parente o amico hanno una qualche esperienza almeno della vendemmia, Ma resta un mondo che tra tutti quelli agresti evangelici è davvero forse il più vicino. Vite, tralcio, potatura, non sono termini e fenomeni a noi del tutto sconosciuti.  Probabilmente al tempo di Gesù la coltivazione della vite non era identica a quella che conduciamo noi moderni, ma pensando proprio a quella moderna ci sono delle intuizioni su radici, tralci e potatura che credo Gesù a

"Ti spedisco in convento" - un VERO reality

Immagine
L'educazione come format TV Un reality sull'onda de " Il Collegio " o l'ultimo " La Caserma " con al centro dei giovani (qui delle giovani), con un obiettivo educativo. Attraverso la disciplina scolastica d'altri tempi, quella militare e ancora la regola religiosa si tratta quasi di rieducare. Un reality anche questo del convento che potrebbe subire la stessa sorte degli altri due e fare spettacolo le debolezze, le immaturità, le fragilità dei partecipanti cercando di mettere in luce positiva i metodi educativi di volta in volta al centro del format. Farsi prossimi Ma le suore di " Ti spedisco in convento " escono vincitrici già dalla prima puntata. Di fronte a ragazze sfrontate, arroganti, sempre sopra le righe, "scostumate" direbbe qualcuno, sicuramente con qualche tratto snob e addirittura volgare, le suore non perdono mai di vista il cuore del loro agire, non perdono mai la pazienza in punizioni, ramanzine, non alzano mai la v

Nudi al sepolcro: rivestiti di risurrezione

Immagine
© Pavel Popov   Mi colpisce un personaggio nei Vangeli pasquali: si tratta del giovane, seduto sulla destra, vestito di veste bianca, dentro il sepolcro, trovato così dalle donne. Questo giovane, secondo il Vangelo di Marco l'abbiamo già incontrato, ore prima, nell'orto degli ulivi. Si tratta, forse, di quel giovane con addosso solo un lenzuolo e che afferrato da un soldato si divincola e fugge via nudo. Sono la stessa persona?

Christmas Carol

Immagine
«C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge» I pastori vegliavano la notte del primo Natale, nel 1843 (ma solo nella fantasia di un racconto di Dickens) Ebenezer Scrooge non ha intenzione di vegliare, sarà costretto a farlo accompagnato dai tre spiriti quello dei Natali passati, del natale presente e di quello futuro. La maggior parte di noi conosce «A Christmas Carol» o «Canto di Natale», racconto della raccolta «I racconti di Natale» con cui Dickens propone un edificazione morale tipica dell'era vittoriana. Non mi interessa tanto la morale del racconto, addirittura un po' stucchevole e forse sempliciotta, nonostante essa mantenga il suo fascino grazie al cordiale umorismo di Dickens; ma mi affascina l'idea, il pensiero di ripercorrere insieme un parallelo dei tre spiriti che, dopo il fantasma del socio Marley, fanno visita a Scrooge. Scrooge è diventato un vecchio e scorbutico avaro m

Val Codera

Immagine
Val Codera. Un nome forse poco conosciuto, se paragonato alle vicine e principali Chiavenna e Valtellina. Destinazioni turistiche rilevanti contrariamente alla Val Codera che resta ben al di fuori dei grandi circuiti. Dall'accesso nascosto e sfuggente anche alla vista, poco invitante per il versante impervio, si rivela un luogo straordinario sia nella sua geografia che nella sua storia.  Destinazione regina delle attività dello scoutismo clandestino milanese delle Aquile Randagie che durante il regime fascista, raggiungendo Colico in treno si inoltravano per l'impervia scalinata fino all'abitato di Codera e al piano di Casera. Oggi la valle resta abitata a Codera e in alcuni altri monti, ed è percorsa da decine di Rout di clan Rover che transitano dalle due basi scout. Il film Aquile Randagie, opera prima del regista Gianni Aureli scout romano, ha puntato i riflettori su questo piccolo angolo straordinario delle Alpi Retiche.