La fede passa per i piedi… 0/6 - SanTiago-La Verna
30 luglio 2001 – 14 luglio 2026
Pochi giorni in meno di venticinque anni separano, per me, il pellegrinaggio a Santiago de Compostela da quello che sta per iniziare. Eppure, tra queste due esperienze c’è una distanza enorme.
Nel 2001 avevo diciassette anni. Stavo per affrontare 256 chilometri in dieci giorni insieme a una ventina di altri giovani della diocesi, in un pellegrinaggio organizzato dalla Pastorale giovanile. Ero semplicemente uno dei partecipanti: non conoscevo il percorso, ignoravo le singole tappe, non sapevo che cosa avrei vissuto lungo la strada e, soprattutto, non potevo immaginare quanto quel cammino avrebbe inciso sulla mia storia personale e sulla mia vocazione.
Oggi, a quasi venticinque anni di distanza, parto di nuovo. Sono sacerdote e, insieme a una cara amica – oggi suora, anche lei compagna di quel pellegrinaggio di tanti anni fa – accompagnerò un piccolo gruppo di giovani in un cammino certamente più breve: “soltanto” 125 chilometri.
Quel primo pellegrinaggio ha lasciato in me un segno profondo. Tanto profondo da spingermi, anni dopo, a dedicare proprio al pellegrinaggio a piedi la mia tesi di licenza in Teologia. Per questo ho deciso di intitolare la serie di racconti che condividerò nei prossimi giorni su questo blog con il titolo della mia tesi: “La fede passa per i piedi. Il pellegrinaggio come luogo educativo”.
Rileggendo oggi quelle pagine, mi accorgo che forse cambierei una parola. Nel 2011 parlavo del pellegrinaggio come luogo educativo; oggi sceglierei piuttosto la parola tempo. Perché il pellegrinaggio è anzitutto un tempo diverso: un tempo più lento, più essenziale, più libero, nel quale ci si lascia educare dalla strada, dagli incontri, dalla fatica, dal silenzio e dalla preghiera.
Parto con curiosità e con gratitudine. In questi venticinque anni la vita mi ha donato esperienze, incontri e responsabilità che allora non avrei nemmeno saputo immaginare. Le porterò tutte nello zaino, insieme al desiderio di mettermi ancora una volta in ascolto.
Sono convinto che la fede passi davvero anche attraverso i piedi. Attraverso i chilometri percorsi, i dislivelli affrontati, il ritmo condiviso del cammino, Dio continua a educare il cuore. È il mio augurio per i giovani che cammineranno con noi, ma anche per noi che abbiamo qualche anno in più sulle spalle: che questo pellegrinaggio possa aprire a tutti una nuova esperienza di fede.



Commenti
Posta un commento
I commenti sono sottoposti a moderazione, prometto di essere il più tempestivo possibile nella loro pubblicazione.
;-)