La fede passa per i piedi… 4/6 - Confini


La casa delle suore figlie di Nazaret è bollente ma con un sapiente gioco di porte e finestre siamo riusciti a godere di una piacevole brezza notturna che ci ha permesso un profondo ristoro, interrotta da una gara di canto del gallo tra le 4.00 e le 5.00, ora alla quale era comunque destinata a suonare anche la nostra sveglia. 

Sul telefono mi imbatto in un messaggio di un caro amico, scritto poco dopo la mezzanotte, che mi confida di un grave lutto. Il mio camminare oggi avrà sulle spalle anche questo peso, non tanto il mio ma quello dei famigliari che vivono una profonda ferita. La preghiera mia e dei miei compagni di cammino possa essere loro di conforto.

Salutiamo la superiora che è sveglia per darci la colazione e partiamo per quella che sarà una tappa non facile. Non sono tanto i 20 km a preoccuparci e nemmeno l’arrivare a 1100 msm partendo dai nostri 500… ma il fatto che con tutti i saliscendi il dislivello positivo totale raggiunge i 1300m.

Poco sotto sant’Agata incontriamo un altro luogo Francescano e sorridiamo al cartello che dubita Francesco posso aver dormito in tutti i molti luoghi che la tradizione gli attribuisce. 

Camminiamo in un continuo saliscendi e dopo più di due ore e mezzo, quando ci sembra ormai di aver percorso un lungo tratto, ci imbattiamo in un cartello che annuncia la località e scopriamo di essere ancora appieno nel comune da cui siamo partiti. I confini sono davvero relativi. Lo pensiamo anche attraversando panorami molto differenti durante il resto della giornata siamo ormai passati dai colli marini a pendii più severi pur continuando a camminare in mezzo a campi coltivati, pascoli e prati da fieno e appaiono i primi cumuli di pietre brulle. La vegetazione per fortuna inizia ad essere a tratti più fitta e ci fornisce maggiore ombra e nell’ultimo tratto di cammino sul monte Aquilone beneficiamo della frescura di uno splendido bosco di faggi. In quattro giorni siamo passati dalla sabbia del mare, terreni quasi bruciati dal sole, fiumi praticamente in secca, a una natura molto più lussureggiante e simile a quella delle nostre alpi, senza soluzione di continuità.






Balze, dove pernottiamo questa notte, si trova alle sergenti del Tevere (il luogo ufficiale si trova a 1.3 km da qui) e non posso non pensare ai tre anni della mia formazione trascorsi sulle sue rive poco più di 200 km più a valle. Roma è stata un esperienza fondamentale del mio percorso di formazione e di studio, il pellegrinaggio ne è un po’ davvero alle sorgenti. 


La meditazione di oggi verte su ispirazioni e suggestioni, da Dio le prime da qualcun altro le seconde, importante distinguerle, entrambe insistenti ma con o senza vera libertà. Questi pensieri mi aiutano a soppesare alcune idee e proposte che ho in testa per le parrocchie che mi sono affidate. Dovrò tornarci un po’ su. 

Mi chiedo cosa pensano i ragazzi, li vedo scrivere e pensare. Mi basta per voler loro un gran bene e pregare perché siano uomini e donne di coraggio su ben altri sentieri. Quelli della vita. 

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