La fede passa per i piedi… 2/6 - La direzione è importante
Sveglia alle 5.00 ma partenza poco prima delle 6.00. Il temporale di stanotte ha portato un po’ di frescura che riusciamo a godere per le prime ore di camminata. Il primo incontro memorabile lo abbiamo sul ponte sul Marecchia a Ponte Verucchio: una giovane donna con l’auto a suo dire in panne e telefono fuori uso ci chiede di chiamare in aiuto qualcuno con un nostro telefono. Il compagno, la capa al lavoro, un genitore sono i contatti con cui parla in serie e che apostrofa (eufemisticamente) in modo poco gentile. A noi si riferisce in sequenza come “signori”, “ragazzi” e “pellegrini”. Il terzo è l’unico riferimento che ci fa sentire tutti coinvolti. Dopo il ponte iniziamo il rosario e decidiamo di pregare anche per lei e per i suoi contatti. In mattinata giungiamo ai piedi del Santuario della Madonna di Saiano presso il quale prevediamo di pregare le Lodi. Ai piedi del colle troviamo molto ben organizzato un percorso di preghiera previsto dall’associazione “Sposa di Sion” che gestisce il santuario. Così salendo preghiamo per tutte famiglie, qualunque sia la loro situazione. Poco dopo il cartello che indica la via ma poco prima di Pietracuta incrociamo due pellegrine che scendono da La Verna in direzione di Rimini. Mi pongo delle domande: in pellegrinaggio il tempo passato in cammino è fondamentale, la fede passa davvero per i piedi… MA la META è indispensabile per dare carattere al cammino. Altrimenti da Pellegrini diventiamo vagabondi. Vale per la vita, essa non è un esilio, ma un pellegrinaggio. Il tempo di questa vita non è una valle di lacrime ma un cammino gioioso, bello e memorabile che riceve però qualità proprio dalla meta: il Regno dei cieli. La direzione è importante…
Dopo la colazione a Pietracuta inizia la parte più faticosa della giornata, si comincia a salire verso San Leo, obiettivo intermedio il convento di Sant’Igne (che in origine sarebbe Santegne in virtù dei fuochi visti da S. Francesco per fondare il convento. La salita è quasi interamente sotto la stecca del sole di mezzogiorno.
Ci fermiamo al convento (chiuso) per il pranzo al sacco. Ed è qui che (finalmente) parliamo di cose profonde. I ragazzi chiedono a sorella mariagrazia e me l’origine delle nostre vocazioni. Ed è così che anche io vengo a conoscenza del percorso di Mariagrazia, rendendomi conto di quanto poco in realtà sapevo di quel cammino, nonostante abbia assistito o condiviso una parte di quegli anni.

Partiti rifocillati e ristorati qualche centinaio di metri più avanti si apre davanti a noi lo spettacolo della rocca di San Leo, nostra meta dove potremo anche celebrare l’eucaristia. Lo strapiombo liscio e verticali con castello e duomo da questo lato sono davvero impressionanti.
Anche oggi condividiamo la Messa con la comunità locale e raccolgo dal parroco qualche confidenza sulle sue fatiche che non sono molto diverse da quelle che conosciamo anche da noi. Porto in pellegrinaggio anche i suoi crucci.
Sorella Mariagrazia ci offre una meditazione sulle priorità invitando ciascuno di noi a sceglierne una per il presente della vita. Ora cerchiamo un luogo per cenare e a letto presto pronti per domani. Tappa più lunga ma promette di essere in ombra.





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