La fede passa per i piedi… 1/6 - L’albero di S. Francesco
Primo giorno di cammino. Sveglia alle 5.15.
Alle 6.00 ci ritroviamo con l’ultimo del gruppo. Un momento di preghiera, poi alle 6.30 si parte.
L’aria è fresca, almeno in apparenza. Attraversiamo Rimini percorrendo le vie della città vecchia e usciamo da Porta Montanara, seguendo la segnaletica del TAU, il simbolo francescano che ci accompagnerà lungo tutto il cammino.Poco fuori città raggiungiamo il santuario di Santa Maria delle Grazie. Qui incontriamo don Giuseppe, che ha appena concluso la celebrazione dell’Eucaristia. Noi la celebreremo soltanto questa sera, una volta giunti alla meta della tappa. Chiediamo il timbro per la credenziale e scopriamo con sorpresa che don Giuseppe conosce un confratello della mia diocesi a cui mando subito i saluti di don Giuseppe.
Poco più di un’ora dopo ci fermiamo in un bar per una colazione sostanziosa. È lì che preghiamo anche le Lodi, mentre il Rosario lo avevamo recitato poco prima, camminando.
Nel cuore porto le intenzioni personali e una domanda che accompagnerà questi giorni: che cosa sono chiamato ad ascoltare lungo questi passi?
Con il passare delle ore la temperatura sale. Costeggiamo il fiume Marecchia e l’idea di un bagno diventa sempre più invitante. L’acqua, però, è troppo bassa: basta appena per immergere i piedi e concederci una rapida rinfrescata.
Prima di mezzogiorno il sole picchia con insistenza e gli ultimi chilometri fino all’agriturismo si fanno davvero impegnativi. La tappa prevista dall’itinerario sarebbe stata Verucchio, ma – potremmo dire con un sorriso – «non c’era posto per loro nell’alloggio». Ci fermeremo quindi qualche chilometro prima, in un agriturismo.
Nel pomeriggio è sorella Mariagrazia a proporci una breve meditazione. Sono stupito dalla capacità di comunicare ai nostri giovanissimi con la semplicità che potrei definire francescana. Non l’ho mai conosciuta sotto questo aspetto, ci conosciamo da tanti anni ma non ho mai avuto il piacere di lasciarmi guidare da lei nella meditazione e mi rallegro di ascoltarla e mi godo anche questa parte del cammino.
Alle 18.30 condividiamo la S.Messa con i frati minori, le suore francescane dell’Immacolata e una ventina di fedeli nel convento di Santa Croce nel cui chiostro si trova un enorme cipresso. Le stime lo dicono vecchio più di 800 anni. La leggenda lo vuole germogliato dal Bordone di San Francesco in cammino tra Rimini e San Leo (nostra metà di domani). È fragile, storto, piegato e contorto, sostenuto da grossi puntelli metallici, eppure è lì a testimoniare una forza straordinaria. La forza che non è solo della natura ma sostenuta dalla Grazia. Possiamo essere come lui. Prego per questa Grazia per me e per coloro a cui voglio bene. Per coloro che anche alla mia preghiera si sono affidati.





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