«Non abbiate paura degli uomini»
«E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo»
«Non abbiate paura, voi valete più di molti passeri»
Non abbiate paura.
Un invito da parte di Gesù che risuona tre volte nel Vangelo previsto per la XII domenica del tempo ordinario dell'anno A.
Dal punto di vista evolutivo la paura è una delle emozioni
che rappresenta un canale sensoriale immediato, precognitivo
per rispondere a stimoli dell'ambiente,
ed eventualmente comunicare con gli altri a proposito di quegli stimoli.
La paura è estremamente utile in quanto funge da campanello d’allarme
in caso di pericolo reale o potenziale,
e ci aiuta dunque ad agire di conseguenza per metterci in salvo,
farci mettere in salvo (nel caso dell'età evolutiva)
o mettere in salvo qualcuno (mamme, genitori in generale).
La paura come emozione è perciò 'sana' dal punto di vista evolutivo,
attiva le risorse fisiche e psichice per reagire al pericolo.
Perché allora Gesù ci invita a non avere paura? Perché «valiamo più di molti passeri».
E quando arrampichi così provi quella giusta tensione, quell'attenzione che ti fa fare di tutto per riuscire, ma non provi mai veramente paura… perché non c'è nessun pericolo, e abbiamo detto che la paura serve se c'è pericolo.
Nella vita colui che assicura mentre si arrampica è Gesù stesso, è Lui a tenere salda la corda e a garantire la sicurezza e la salvezza. È a lui che si può affidare l’intera esistenza, lasciando veramente da parte la paura. Nel campo dell’alpinismo per la sicurezza abbiamo anche i moschettoni e i chiodi che sono la Sua Parola, i Sacramenti, la pratica religiosa.
C'è però un'eccezione espressa da Gesù stesso: «abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo». La paura allora non deve essere nei confronti della scalata della vita, piuttosto nei confronti di chi può tagliare la corda e interrompere il legame di amore con Lui. Quel tipo di paura allora sì è esattamente come quella evolutiva: quella paura che ci fa attivare nel corpo, nella mente e nello spirito per mettere in campo tutte le risorse per tenere lontano il male.
In parete quando si prende paura, si resta paralizzati, attaccati agli appigli come ragni rattrappiti, irrigiditi, non si va né avanti né indietro. Meglio mollare e lasciar andare, affidandoci a quella corda che è Gesù a tenere salda. NON pensare di fare tutto da soli, lasciare che lui faccio quello per cui è lì: salvarci. E poi si può sempre ricominciare.
Ma anche quando siamo serenamente in grado di percorrere la via in parete da soli, e magari anche aprirne una nuova per altri che ci seguono, non dimentichiamo che ad assicurarci c'è lui, che ci lascia fare, osserva, gioisce dei nostri progressi e delle nostre capacità ma tiene invisibilmente salda la corda di sicurezza della nostra vita.



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